<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	>

<channel>
	<title>Kerowork.com</title>
	<atom:link href="http://kerowork.netsons.org/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://kerowork.netsons.org</link>
	<description>musica, cinema, recensioni e news</description>
	<pubDate>Thu, 10 Jul 2008 11:42:47 +0000</pubDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.5.1</generator>
	<language>en</language>
			<item>
		<title>Nuova veste grafica</title>
		<link>http://kerowork.netsons.org/nuova-veste-grafica/</link>
		<comments>http://kerowork.netsons.org/nuova-veste-grafica/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 15 May 2008 17:33:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>kero</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[vari]]></category>

		<category><![CDATA[layout]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://kerowork.netsons.org/?p=122</guid>
		<description><![CDATA[Che ne pensate della nuova impostazione grafica di Kerowork.com?
Lasciate un commento, un messaggio, un consiglio, qualcosa&#8230;
A presto!
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che ne pensate della nuova impostazione grafica di Kerowork.com?<br />
Lasciate un commento, un messaggio, un consiglio, qualcosa&#8230;<br />
A presto!</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://kerowork.netsons.org/nuova-veste-grafica/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Elezioni 2008</title>
		<link>http://kerowork.netsons.org/elezioni-2008/</link>
		<comments>http://kerowork.netsons.org/elezioni-2008/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 15 Apr 2008 21:53:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>kero</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[vari]]></category>

		<category><![CDATA[Horror]]></category>

		<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>

		<category><![CDATA[News]]></category>

		<category><![CDATA[Videoclip]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://kerowork.netsons.org/community/elezioni-2008/</guid>
		<description><![CDATA[POVERA PATRIA




]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: left;">POVERA PATRIA</h3>
<p style="text-align: center;"><script type="text/javascript"><!--
google_ad_client = "pub-2335325865048835";
google_ad_width = 468;
google_ad_height = 60;
google_ad_format = "468x60_as";
google_ad_type = "text";
google_ad_channel = "";
google_color_border = "FFFFFF";
google_color_bg = "FFFFFF";
google_color_link = "0000FF";
google_color_text = "333333";
google_color_url = "3D81EE";
//-->
</script>
<script type="text/javascript"
  src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js">
</script><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="355" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="wmode" value="transparent" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/YD5va_R3kAI&amp;hl=it" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="355" src="http://www.youtube.com/v/YD5va_R3kAI&amp;hl=it" wmode="transparent"></embed></object></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://kerowork.netsons.org/elezioni-2008/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Tideland il mondo capovolto (regia: Terry Gilliam)</title>
		<link>http://kerowork.netsons.org/tideland-il-mondo-capovolto-regia-terry-gilliam/</link>
		<comments>http://kerowork.netsons.org/tideland-il-mondo-capovolto-regia-terry-gilliam/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 16 Dec 2007 17:32:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>blackbombay</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>

		<category><![CDATA[Recensione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://kerowork.netsons.org/cinema/tideland-il-mondo-capovolto-regia-terry-gilliam/</guid>
		<description><![CDATA[Voto: 





Una macchina da presa sotto oppiacei, che galleggia nello spazio, che taglia per obliquo le inquadrature. Come i due scoppiati che fanno da padre e da madre a Jeliza-Rose, mentre lei gli prepara con amore ed efficienza la prossima dose, scaldando la roba, filtrandola nell&#8217;ovatta, tirandola su con la siringa. La madre non ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Voto: <img title="3,5/5" src="./wp-includes/images/star35.gif" alt="3,5/5" width="108" height="20" align="top" /></p>
<p><!--adsense#testo--></p>
<div><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="355" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="wmode" value="transparent" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/mzrAnz4Wk_Q&amp;rel=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="355" src="http://www.youtube.com/v/mzrAnz4Wk_Q&amp;rel=1" wmode="transparent"></embed></object></div>
<p>Una macchina da presa sotto oppiacei, che galleggia nello spazio, che taglia per obliquo le inquadrature. Come i due scoppiati che fanno da padre e da madre a <em>Jeliza-Rose</em>, mentre lei gli prepara con amore ed efficienza la prossima dose, scaldando la roba, filtrandola nell&#8217;ovatta, tirandola su con la siringa. La madre non ci mette molto a finire in overdose, il padre (<strong>Jeff Bridges</strong> in versione <em>Big Lebowski</em> tossicomane) le concede qualche giorno in piÃ¹, decide di portarla con sÃ©, in ultimo delirante viaggio, verso una <em>wonderland</em> macabra e mostruosa, immersa in una luce abbagliante, abitata da dementi e streghe, scoiattoli parlanti e grandi squali bianchi. <span id="more-111"></span><br />
<!--adsense--><br />
<strong>Terry Gilliam</strong> somministra cinema come fosse droga, allucinogeno od oppiaceo non ha molta importanza, l&#8217;effetto tanto Ã¨ assicurato. Il suo occhio distorce e amplifica le percezioni, viaggia nelle storie, concede tutto all&#8217;immaginazione, rasenta la libertÃ   assoluta.<br />
Una strepitosa <strong>Jodelle Ferland</strong> Ã¨ Jeliza-Rose, bambina abbandonata in un mondo assurdo, talento teatrale impareggiabile nel creare voci e personaggi (le teste delle barbie) per sconfiggere la solitudine, per mascherare la sua realtÃ , per creare altri mondi, altre possibilitÃ , altre vite.<br />
Tanti i riferimenti al capolavoro di <strong>Carrol</strong> ma con piÃ¹ ombre, piÃ¹ cattiveria, piÃ¹ incubi. Jeliza-Rose non rappresenta la bontÃ  o il candore infantile, cela malizia e opportunismo anche se con innocenza, tutto per lei puÃ² essere ancora possibile perchÃ© la vera paura ancora non ha contaminato il suo cuore. Immersione totale in una fiaba nera come la pece, ironica e delirante, costruita su corpi deformi e ghignanti, dove la dolcezza puÃ² essere un bacio proibito e infinitamente tenero o il bisogno di una figura paterna, fosse anche quello che rimane del corpo, mummificato e sventrato, di <em>Noah</em>, il padre di Jeliza-Rose, un involucro di cuoio a cui confidare i segreti del cuore.<br />
<strong>Tideland</strong> Ã¨ anarchia visiva e narrativa, capacitÃ  di spingersi oltre i limiti dell&#8217;immagine e del racconto, per tuffarsi in quel buco che porta in una altro mondo. Come per Noah, che in quel buco nelle vene trova la propria vacanza, la propria fuga. Come Alice, che nel buco del bianconiglio trova l&#8217;accesso verso il concretizzarsi di un mondo immaginario. Cinema come capacitÃ  di vedere quello che non esiste, di dare forma al sogno o all&#8217;incubo, di trovare nell&#8217;allucinazione e nel trip una dimensione favorevole alle necessitÃ  della propria mente e del proprio essere.<br />
Tideland, da un romanzo di <strong>Cullin Mitch</strong>, Ã¨ un viaggio unico, non sempre positivo, incompiuto e a tratti sgradevole, ma che vale la pena di fare, per vedere cosa si nasconde al di lÃ   delle nostre normali percezioni, in quel luogo magico dove la mente e le sue deformazioni non hanno piÃ¹ confini.</p>
<p><em><strong><br />
Titolo originale: Tideland<br />
Regia: Terry Gilliam<br />
Interpreti: Jeff Bridges, Jodelle Ferland, Alden Adair, Wendy Anderson<br />
Durata: 117&#8242;<br />
Origine: Canada / UK, 2005<br />
</strong></em></p>
<p><strong>Risorse:</strong><br />
<a href="http://www.tidelandthemovie.com/" target="_blank">Tideland - sito ufficiale</a> [EN]<br />
<a href="http://www.officineubu.com/nuovosito/officine_UBU/Tideland_-_il_nuovo_film_di_Terry_Gilliam.html" target="_blank">Tideland - sito italiano</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://kerowork.netsons.org/tideland-il-mondo-capovolto-regia-terry-gilliam/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>VH1 e gli anni 90</title>
		<link>http://kerowork.netsons.org/vh1-e-gli-anni-90/</link>
		<comments>http://kerowork.netsons.org/vh1-e-gli-anni-90/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 15 Dec 2007 15:32:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>kero</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Musica]]></category>

		<category><![CDATA[News]]></category>

		<category><![CDATA[Videoclip]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://kerowork.netsons.org/music/vh1-e-gli-anni-90/</guid>
		<description><![CDATA[La nota emittente televisiva pop ha fatto una classifica delle migliori canzoni degli anni 90, incoronando &#8220;Smells Like Teen Spirit&#8221; dei Nirvana. Segue &#8220;One&#8221; degli U2 e l&#8217;atroce &#8220;I Want It That Way&#8221; dei Backstreet Boys.

Il video dei Nirvana &#8220;Smells like teen spirit&#8221;


Risorse:
100 Greatest Songs Of The &#8217;90s Full List
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La nota emittente televisiva pop ha fatto una classifica delle migliori canzoni degli anni 90, incoronando &#8220;<strong>Smells Like Teen Spirit</strong>&#8221; dei <strong>Nirvana</strong>. Segue &#8220;<em>On</em>e&#8221; degli <em>U2</em> e l&#8217;<strong>atroce</strong> &#8220;<em>I Want It That Way</em>&#8221; dei <em>Backstreet Boys</em>.</p>
<p><!--adsense#testo--><br />
Il video dei <em>Nirvana</em> &#8220;<em>Smells like teen spirit</em>&#8221;</p>
<p align="center"><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/kPQR-OsH0RQ&#038;rel=1"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/kPQR-OsH0RQ&#038;rel=1" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object></p>
<p><span id="more-115"></span><br />
<strong>Risorse:</strong><br />
<a href="http://www.vh1.com/shows/dyn/the_greatest/127759/episode.jhtml" target="_blank">100 Greatest Songs Of The &#8217;90s Full List</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://kerowork.netsons.org/vh1-e-gli-anni-90/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Baby breakdance</title>
		<link>http://kerowork.netsons.org/baby-breakdance/</link>
		<comments>http://kerowork.netsons.org/baby-breakdance/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 15 Dec 2007 15:07:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>kero</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Musica]]></category>

		<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>

		<category><![CDATA[Videoclip]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://kerowork.netsons.org/music/video/baby-breakdance/</guid>
		<description><![CDATA[Mai vista una cosa del genere&#8230; SENZA PAROLE!  


]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mai vista una cosa del genere&#8230; SENZA PAROLE! <img src='http://kerowork.netsons.org/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><!--adsense#testo--></p>
<div align="center"><object width="425" height="335"><param name="movie" value="http://dailymotion.alice.it/swf/4ms1shS8GG3FEorDi"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowScriptAccess" value="always"></param><embed src="http://dailymotion.alice.it/swf/4ms1shS8GG3FEorDi" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="335" allowFullScreen="true" allowScriptAccess="always"></embed></object></div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://kerowork.netsons.org/baby-breakdance/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Digicomics 2007</title>
		<link>http://kerowork.netsons.org/digicomics-2007/</link>
		<comments>http://kerowork.netsons.org/digicomics-2007/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 03 Dec 2007 12:10:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Radarstation</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Musica]]></category>

		<category><![CDATA[Elettronica]]></category>

		<category><![CDATA[Festival]]></category>

		<category><![CDATA[Indie]]></category>

		<category><![CDATA[Live]]></category>

		<category><![CDATA[News]]></category>

		<category><![CDATA[Recensione]]></category>

		<category><![CDATA[Rock]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://kerowork.netsons.org/music/digicomics-2007/</guid>
		<description><![CDATA[Faenza - Rione rosso

Il Digicomics 2007 era partito con l&#8217;accattivante idea di unire il solito MEI, Meeting Etichette Indipendenti, incontro tipicamente orientato sul rock-indie (o comunque sia, sul solito indie all&#8217;italiana), con un plug-in piÃ¹ elettronico: il Digicomics. Come recita il sito del minifestival
musica elettronica + fumetto live + facce sbalordite + punti esclamativi!
di ottimi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Faenza - Rione rosso</h3>
<p align="center"><img src="http://kerowork.netsons.org/wp-content/digicomics.jpg" alt="Digicomics 2007 mei etichette indipendenti faenza" /></p>
<p>Il <strong><em>Digicomics 2007</em></strong> era partito con l&#8217;accattivante idea di unire il solito <strong>MEI</strong>, <strong>Meeting Etichette Indipendenti</strong>, incontro tipicamente orientato sul rock-indie (o comunque sia, sul solito indie all&#8217;italiana), con un plug-in piÃ¹ elettronico: il Digicomics. Come recita il sito del minifestival</p>
<blockquote><p>musica elettronica + fumetto live + facce sbalordite + punti esclamativi!</p></blockquote>
<p>di ottimi presupposti per una serata un po&#8217; diversa del solito ce ne sarebbero stati, persino nelle facce sbalordite e disorientate degli spettatori.<br />
Veniamo al dunque. <span id="more-112"></span><br />
<!--adsense--><br />
Arrivo a Faenza alla cinque di pomeriggio, il locale (una discoteca davvero carina, in un interrato fatto da volte a mattoni pieni) Ã¨ davvero accogliente, ricorda le cantine dove fanno il buon vino e tutto questo mi spinge a pensare che il posto sia davvero ottimo, anche perchÃ© ben curato nei particolari d&#8217;arredamento e nella pulizia: davvero un ottimo posto. A quell&#8217;ora i fonici stavano montando tutto il necessario.. intravedo il palco, si trova un una stanza davvero piccola. Palco piccolo in una stanza piccola. Pazienza. Continuo fiducioso a sperare nel buon andamento della serata.<br />
Ad un certo punto, arriva un uomo in Bmw Z4, scortato da una seducente fanciulla. E&#8217; uno del Mei, vengo a sapere. Il tizio si avvicina all&#8217;organizzatore del Digicomics, dicendo che il MEI ha aggiunto altri gruppi alla serata. Scaletta stravolta. I gruppi del MEI si insediano con tanto di strumentazione, gruppi che a dire il vero hanno snaturato il senso stesso della serata, (cosa accomuna il metal all&#8217;italiana con l&#8217;elettronica? Questo non lo saprÃ² mai.) Mano a mano arrivano gli altri gruppi e io vado a fare volantinaggio al MEI con l&#8217;organizzatore (<u>!!!la sera stessa del concerto!!!</u>).<br />
Inizio a ricredermi sull&#8217;andare positivo della serata, e questa mia paura non viene smentita, altri gruppi <em>&#8220;non-Digicomics&#8221;</em> si aggiungono alla serata e con la strumentazione occupano tutto lo spazio rimanente in camerino (durante la serata, infatti, davanti al pubblico <strong>PAGANTE</strong>, stazioneranno zaini e strumentazioni varie). Poco prima di suonare, due ragazze sedute su una panca mi chiedono <em>&#8220;ma cosa fanno qui stasera?&#8221;</em>. Come prevedevo, l&#8217;organizzazione del Digicomics non aveva sponsorizzato nulla dell&#8217;evento. Durante la serata, le persone che verranno a sentire il concerto saranno pochissime. Io apro il Digicomics suonando poco piÃ¹ di un quarto d&#8217;ora, perchÃ© <u>DOPO</u> dovranno suonare i gruppi piÃ¹ prestigiosi, quelli del Mei. Imbarazzo totale: davanti a me quattro gatti (in pratica i componenti degli altri gruppi). E i quattro gatti rimarranno tali fino alle quattro di mattina. Attenzione, non le sei come pronosticava il volantino Digicomics!</p>
<p><strong>E i disegnatori?</strong><br />
Bene, questa Ã¨ un&#8217;altra disavventura&#8230; Prima del concerto, si verrÃ   a sapere che durante la serata non ci saranno lavagne luminose, telecamere e comunque sia non ci sarÃ   nulla di nulla per proiettare i disegni dei ragazzi invitati a disegnare al Digicomics. Durante la serata, a quel punto, vince la spartana idea di appendere i disegni al muro. Si fuma anche dentro dopo un po&#8217;, ma va bene cosÃ¬,l&#8217;ambiente era piÃ¹ quello di una festa in aula, piuttosto che un minifestival.</p>
<p><strong>La Musica:</strong><br />
Non mi va di recensire i gruppi esterni al Digicomics, perchÃ© lo trovo ingiusto. Se fossero stati un minimo onesti, si sarebbero dovuti rifiutare di suonare rubando spazio agli altri, idea romantica forse, ma giusta. Quando la frase di un gruppo esterno al Digicomics giunge alle mie orecchie: <em>&#8220;noi vorremmo suonare quando c&#8217;Ã¨ gente, perchÃ© ci teniamo ad essere ascoltati&#8221;</em>, allora capisco che c&#8217;Ã¨ gente che non la pensa come me.</p>
<p>Per quanto riguarda i gruppi del Digicomics, alla fine hanno suonato:<br />
- <strong>Radarstation</strong>, al suo primissimo live, proponendo una musica che rievoca un po&#8217; la scuola dei quattro tedeschi del <em>Kling Klang</em> e canzoni piÃ¹ lente, ma comunque sempre orientate sull&#8217;elettronica quasi giocosa. Un live set armato di solo laptop e di musica fatta a codice binario.</p>
<p>- <strong>The Spacepony</strong>, molto improntati sulla musica rock-psichedelica anni settanta, stupiscono con canzoni allegre, piene di un live set davvero coloratissimo, fatto di strumenti tra i piÃ¹ impensabili (una pistolina giocattolo, la gabbietta di un canarino, tastiere giocattolo). La loro musica riprende gli anni psichedelici del rock, mescolati con sapienza con elettronica e drum machine.</p>
<p>- <strong>Micamat</strong> (<em>Homework rec</em>), regala un live set fatto di un&#8217;elettronica molto emotiva, che mescola strumenti classici tradizionali (balalaika, mandolino portoghese, chitarra e altri strumenti classici) con glitch prettamente elettronici fatti a suon di sintetizzatori analogici e non. Supportato anche dai <strong>Milf Shake</strong> (video), la serata finalmente entra in quello che sarebbe dovuta spiritualmente essere.</p>
<p>- Chiudono il concerto gli <strong>A Problem With My Mind</strong> che ripropongono un elettropunk che viene definito da <em>Rockit</em>:</p>
<blockquote><p>Uno sturm und drang electropunk che sfoga il suo impeto in scarne ambientazioni industriali di stampo anni ottanta, ma con il fervore contemporaneo di una techno che ha ormai perso le sembianze umane</p></blockquote>
<p>E difatti, Ã¨ il set che ci lascia tutti finalmente contenti e con i punti interrogativi: digitale sgretolato e fatto a pezzi, un cantato post-punk che fa il suo dovere con <em>Terry</em>, il supercarismatico cantante, che ci fa ritornare il sorriso, dopo la pessima serata.</p>
<p><strong>Conclusione.</strong><br />
Non so se ci sarÃ  un secondo Digicomics (e forse se ci sarÃ  non sarÃ  piÃ¹ organizzato dal creatore del primo). Fatto sta che la serata poteva risultare davvero interessante, se fosse stata organizzata a dovere. Si rimane con quella sensazione tipica esprimibile con queste parole: <em>&#8220;Ã¨ andata cosÃ¬, pazienza&#8221;</em>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://kerowork.netsons.org/digicomics-2007/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>club to club 2007 + video</title>
		<link>http://kerowork.netsons.org/club-to-club-2007-video/</link>
		<comments>http://kerowork.netsons.org/club-to-club-2007-video/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 04 Nov 2007 21:04:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>kero</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Musica]]></category>

		<category><![CDATA[Community]]></category>

		<category><![CDATA[Electro]]></category>

		<category><![CDATA[Festival]]></category>

		<category><![CDATA[Live]]></category>

		<category><![CDATA[News]]></category>

		<category><![CDATA[Videoclip]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://kerowork.netsons.org/music/club-to-club-2007-video/</guid>
		<description><![CDATA[International Festival of Electronic Music and Arts - 8, 9 e 10 Novembre 2007

A partire da giovedÃ¬ 8 novembre si terrÃ   a Torino, e in contemporanea a Barcellona, la settima edizione del ClubtoClub, uno dei piÃ¹ importanti festival di musica e arte elettronica a cui parteciperanno artisti provenienti da tutto il mondo.
Uno di quegli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>International Festival of Electronic Music and Arts - 8, 9 e 10 Novembre 2007</h3>
<p align="center"><img src="http://kerowork.netsons.org/wp-content/l_95ea1b735b659d4ed57e0c9c4929e75d.jpg" alt="Club to Club 2007 Torino - Barcellona - 8 9 10 novembre 2007" /></p>
<p>A partire da giovedÃ¬ 8 novembre si terrÃ   a <strong>Torino</strong>, e in contemporanea a <strong>Barcellona</strong>, la <em>settima edizione del ClubtoClub</em>, uno dei piÃ¹ importanti festival di <strong>musica e arte elettronica</strong> a cui parteciperanno artisti provenienti da tutto il mondo.<br />
Uno di quegli eventi che non puÃ² che far bene alla scena elettronica italiana ma non solo, ma che a mio avviso dovrebbero &#8216;espandersi&#8217; anche nel resto del Paese.<br />
Torino si conferma, nella scena elettronica europea, una delle cittÃ   piÃ¹ creative; e Barcellona, dal canto suo, gode da anni di un&#8217;ottima scena club.<br />
<span id="more-108"></span><br />
<!--adsense--><br />
Il programma di questa 7a edizione del Club To Club prevede l&#8217;inaugurazione martedÃ¬ 6 novembre, durante la quale sarÃ   presentata in Piazza Vittorio l&#8217;opera di Nicola De Maria &#8220;Regno dei fiori: nido cosmico di tutte le anime&#8221;. Ad affiancare l&#8217;opera di De Maria sarÃ   la sonorizzazione elettronica dal vivo a cura del musicista finlandese Vladislav Delay.</p>
<p>GiovedÃ¬ 9 novembre 2007 si terrÃ   l&#8217;evento inaugurale &#8220;Torino per Essere Contemporanei&#8221; a cui parteciperanno:</p>
<ul>
<li>Mika Vainio (Pan Sonic) (Finlandia) (dj set in esclusiva)</li>
<li>Stefan Goldmann (Bulgaria/Germania) (dj set)</li>
<li>&#8220;secret artist&#8221;</li>
</ul>
<p>VenerdÃ¬ 10 novembre il festival toccherÃ   4 locali di Torino e 2 di Barcellona.<br />
Dall&#8217; Hiroshima Mon Amour:</p>
<li><strong>Digitalism</strong> (Germania) (live)</li>
<li><strong>Kalabrese and the Rumpelorchestra</strong> (Svizzera) (live)</li>
<li><strong>D-I-R-T-Y Sound System (Guillaume Sorge + Clovis Goux)</strong> featuring <strong>Pilooski</strong>(Francia) (dj set)</li>
<li><strong>Rollers Inc. &amp; friends</strong> (Italia) (dj set)</li>
<li><strong>Criss</strong> (Italia) (live)</li>
<p>Visual: <strong>code_in_motion LAB</strong></p>
<p>Video streaming con <strong>The Loft</strong> (Barcellona) in collaborazione con <strong><a href="http://www.wi-pie.org" target="blank">WI-PIE</a></strong></p>
<p>Dal Jam Club:</p>
<ul>
<li><strong>Akufen</strong> (Canada) (dj set)</li>
<li><strong>Onur Ozer</strong> (Turchia) (live)</li>
<li><strong>Undo</strong> (Spagna) (dj set) (in collaborazione con il Loft di Barcellona)</li>
<li><strong>Seph</strong> (Argentina) (live)</li>
<li><strong>Rills</strong> (Italia) (dj set)</li>
</ul>
<p>Visual: <strong>Transphormetic</strong> (Paul Prudence) (Gran Bretagna)</p>
<p>Dallo Spazio 211</p>
<ul>
<li><strong>Fovea Hex</strong> (Irlanda) (live - prima volta in Italia - unica data italiana)</li>
<li><strong>Larsen</strong> (Italia) (live)</li>
<li><strong>Uusitalo</strong> (Finlandia) (live)</li>
<li><strong>Post@l_Market</strong> (Italia) (live)</li>
</ul>
<p>Dal Supermarket</p>
<li><strong>Mauro Picotto</strong> (Italia) (dj set)</li>
<li><strong>Tobi Neumann</strong> (Germania) (dj set)</li>
<li><strong>Andrea Frola</strong> (Italia) (dj set)</li>
<p>Visual: <strong>Eskimoblood</strong> (Andreas KÃ¶berle) (Germania)</p>
<p>Dal The Loft e Lolita (Barcelona):</p>
<ul>
<li><strong>Green Velvet</strong> (USA) (dj set)</li>
<li><strong>Giorgio Valletta</strong>/Xplosiva (Italia) (dj set)</li>
<li><strong>Nerone</strong> (Brasile) (dj set)</li>
<li><strong>The Pure</strong> (Italia) (live set)</li>
</ul>
<p>Visual: <strong>Claudio Sinatti</strong> (Italia)</p>
<p>Sabato 10 novembre si terrÃ   la mostra STOP &amp; GO (nuovi film e video della Collezione Sandretto Re Rebaudengo)<br />
a cura di Francesco Bonami</p>
<p>Dalle ore 15.30, all&#8217;Auditorium della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo: presentazione del Progetto Ambiente Fondazione Sandretto Re Rebaudengo.</p>
<p>Dalle ore 16: The City Never Sleeps (Strategie Sonore per una cittÃ   migliore) - workshop sulle relazioni tra il sound design e la flessibilitÃ   urbana. In collaborazione con Ied Sound Design Milano (www.ied.it) e Torino 2008 World Design Capital (www.torinoworlddesigncapital.it). SarÃ   presentata un&#8217;installazione realizzata da Martin Parker (UniversitÃ   di Edinburgo) in un laboratorio con studenti Ied Sound Design.</p>
<p>Dalle ore 18,30: QOOB, il progetto multimediale sviluppato da Telecom Italia Media Broadcasting e MTV Italia che unisce televisione, internet e telefonia mobile, e ISBN edizioni (la casa editrice del Gruppo Editoriale Saggiatore) presentano in esclusiva il dvd &#8220;Tech Stuff&#8221;, la prima serie televisiva sulla musica elettronica ideata da un utente di QOOB. Tra i contenuti extra proiettati in esclusiva, l&#8217;intervista a Karlheinz Stockhausen</p>
<p>Dalle ore 19,30, alla Caffetteria Spazio aperitivo con il dj set di D-I-R-T-Y Sound System featuring Pilooski (Francia)</p>
<p>Dalle ore 20,30, all&#8217;Auditorium: William Basinski (USA) (live)<br />
Visual: Zimmerfrei (Italia)</p>
<p>Dalle 23, all&#8217;Accademia Albertina delle Belle Arti: live set di Roger Rama (Italia) e al Lingotto Fiere - Padiglione 1: Jeff Mills (USA), Troy Pierce (Canada), Sergio Ricciardone/Xplosiva, Drama Society (Italia)</p>
<p><!--adsense#testo--></p>
<p>Ecco un video tratto dall&#8217;edizione 2006:</p>
<p align="center"><object height="366" width="425"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/8BgXe90spJs&amp;rel=1&amp;border=0"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/8BgXe90spJs&amp;rel=1&amp;border=0" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" height="366" width="425"></embed></object></p>
<p><strong>Risorse:</strong><br />
[1] <a href="http://www.clubtoclub.it" target="blank">clubtoclub.it</a><br />
[2] <a href="http://www.myspace.com/clubtoclub" target="blank">Club to club su Myspace</a><br />
[3] <a href="http://www.myspace.com/razzmatazzclubs" target="blank">Razzmatazzclubs (Barcelona)</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://kerowork.netsons.org/club-to-club-2007-video/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Un&#8217;altra giovinezza (regia: Francis Ford Coppola)</title>
		<link>http://kerowork.netsons.org/unaltra-giovinezza-regia-francis-ford-coppola/</link>
		<comments>http://kerowork.netsons.org/unaltra-giovinezza-regia-francis-ford-coppola/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 31 Oct 2007 11:42:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>blackbombay</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>

		<category><![CDATA[Film]]></category>

		<category><![CDATA[Romantico]]></category>

		<category><![CDATA[Thriller]]></category>

		<category><![CDATA[Trailer]]></category>

		<category><![CDATA[Videoclip]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://kerowork.netsons.org/cinema/unaltra-giovinezza-regia-francis-ford-coppola/</guid>
		<description><![CDATA[Voto: 


Francis Ford Coppola Ã¨ un regista che ha sempre pagato in prima persona le scelte fatte. PiÃ¹ di ogni altro della sua generazione ha cercato di ribadire che il regista non era solo un semplice tecnico, ma un artista che attraverso le immagini esprimeva il proprio mondo interiore, le proprie idee. E allora ogni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Voto: <img title="4/5" src="./wp-includes/images/star4.gif" alt="4/5" width="108" height="20" align="top" /></p>
<p><!--adsense#testo--></p>
<p align="center"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="355" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="wmode" value="transparent" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/sil3zHEvets&amp;rel=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="355" src="http://www.youtube.com/v/sil3zHEvets&amp;rel=1" wmode="transparent"></embed></object></p>
<p><strong>Francis Ford Coppola</strong> Ã¨ un regista che ha sempre pagato in prima persona le scelte fatte. PiÃ¹ di ogni altro della sua generazione ha cercato di ribadire che il regista non era solo un semplice tecnico, ma un artista che attraverso le immagini esprimeva il proprio mondo interiore, le proprie idee. E allora ogni film diventava una lotta contro gli studios per conquistare una autonomia sempre maggiore. Ma Coppola non ha mai disdegnato le operazioni piÃ¹ commerciali, ben sapendo che per cambiare un sistema di cose prima di tutto bisogna entrarci dentro e da lÃ¬ cominciare ad ingrandirsi, prendersi i propri spazi, avere il coraggio di scommettere e ancor di piÃ¹ quello di saper perdere. <span id="more-107"></span><br />
<!--adsense--><br />
PerchÃ© ne ha perse molte di scommesse Coppola, ne ha persi parecchi di soldi stando dietro ai suoi progetti e ai suoi sogni, ma questo non lo ha mai fermato, anzi gli ha dato la capacitÃ   di sapersela cavare in ogni occasione, di sapersi rialzare e di continuare su una strada personale, autentica.<br />
E si arriva a questo suo ultimo lavoro, che esce a dieci anni di distanza da <em>L&#8217;uomo della pioggia</em> (un film fatto proprio per gli studios). E Coppola non si smentisce, scrive e gira un&#8217;opera personalissima, a tratti biografica, che vede la mano del suo autore costruirla e realizzarla e che del suo autore diventa poi l&#8217;espressione. Ed Ã¨ questo processo, paradossalmente, a lasciare un senso di smarrimento davanti alla visione della pellicola. L&#8217;essere stati disabituati a intendere il cinema come un&#8217;opera personale, poetica, metaforica come lo possono essere un romanzo o una lirica. Coppola si riappropria delle possibilitÃ   artistiche di fare cinema in maniera autonoma da convenzioni e mode. Di esprimere attraverso questo mezzo prima di ogni altra cosa un&#8217;esigenza dell&#8217;anima, cosÃ¬ come accade in ogni forma d&#8217;arte. L&#8217;essere stati assuefatti a visioni preconfezionate e codificate, che dovevano solo mettere in scena storie, raccontandole per immagini Ã¨ quanto molto del cinema contemporaneo ci ha imposto. Perdere il concetto di autore o volerlo rifilare ad ogni costo Ã¨ un altro dei problemi del nostro presente cinematografico. E allora Coppola lavora, prima di tutto, sulla scrittura filmica (sia narrativa, che visiva) e costruisce il proprio modo di raccontare. Parla di letteratura del cinema e arriva quasi ad inventarsi un nuovo modo di narrare, in bilico tra la forma del romanzo e quella del film, amalgamando elementi letterari (come l&#8217;io narrante, le aperture poetiche, le metafore, i simbolismi) e cinematografici (i dettagli delle inquadrature, la sintassi filmica, le possibilitÃ   del montaggio, l&#8217;uso dei colori e degli effetti digitali), come se Coppola prima di tutto avesse voluto scrivere un libro per poi trasformarlo in immagini e avesse usato la natura visionaria delle immagini stesse per improvvise aperture riflessive, cariche di suggestioni, come se alcuni elementi del libro (il doppio, il rapporto tra sogno e realtÃ  , il tempo) potessero essere espressi unicamente in questo modo. Viene in mente un libro con immagini in movimento tra le pagine. Qualcosa che alterni la voce dello scrittore alla possibilitÃ   concreta di vedere ciÃ² che il libro trasmette. Qualcosa di nuovo e rivoluzionario.</p>
<p>La storia narrata Ã¨ quella di un professore settantenne (Tim Roth) che viene colpito da un fulmine e in seguito a questa traumatica esperienza inizia a ringiovanire. Il professore si accorge anche di avere acquisito capacitÃ  mentali straordinarie grazie alle quali cercherÃ   di portare a termine l&#8217;opera a cui ha dedicato tutta la sua vita: un libro sul linguaggio, il tempo e la coscienza.<br />
Afferma lo stesso Coppola &#8220;La storia mi riguardava da vicino. Come il suo personaggio principale, Dominic, ero torturato e bloccato dalla mia incapacitÃ   di portare a termine un lavoro importante. A 66 anni mi sentivo frustrato: da otto anni non facevo un film; le mie aziende andavano a gonfie vele, ma la mia vita creativa era inappagata.&#8221; Tratto da un racconto di Mircea Eliade il lavoro di Coppola si prefigura, stando alle sue parole, giÃ   come qualcosa di molto personale. Una immedesimazione umana con il protagonista e quindi anche la possibilitÃ  , narrando la sua storia, di parlare di sÃ© stessi. E poi tre temi fondamentali per la vita umana, la scrittura e il cinema. E cioÃ¨ il linguaggio, il tempo e la coscienza. Si capisce quindi che il film ha una stratificazione semantica quanto narrativa notevole. Una dimensione assolutamente nuova in cui si intrecciano storie, visioni, paradossi, riflessioni filosofiche, teoria del cinema, linguaggio umano, letterario e cinematografico. Un insieme di stimoli, spunti di riflessione, ragionamenti che finiscono per dare a Coppola la possibilitÃ  di una scrittura innovativa, capace forse un domani di rivoluzionare il vocabolario del cinema (se giÃ   non lo ha fatto) ma questo lo si capirÃ   solo con il tempo. Se questo film farÃ   nascere nuovi orizzonti espressivi significa che Coppola sarÃ   riuscito nel suo intento, riuscire a fare qualcosa di nuovo, non ripetere sempre gli stessi film, lasciarsi alle spalle i propri capolavori, continuare, quindi, a creare. Altrimenti rimarrÃ   la prova di un regista ancora desideroso di sperimentare, che avendo finalmente raggiunto una propria autonomia produttiva si imbarca solo in quei progetti che sente piÃ¹ vicini, piÃ¹ consoni alla sua natura.<br />
Come tutti i grandi sognatori Coppola ci parla della possibilitÃ   di andare oltre se stessi, rischiando e imparando a perdere, senza per questo smettere mai di guardare oltre, lungo quegli orizzonti in cui arte e vita continuano a sfiorarsi.</p>
<p><em><strong>Regia: Francis Ford Coppola<br />
Titolo originale: Youth Without Youth<br />
Interpreti: Tim Roth, Alexandra Maria Lara, Bruno Ganz, AndrÃ¨ Hennicke, Marcel Lures<br />
Durata: 124&#8242;<br />
Origine: USA / Germany / Italy / France / Romania, 2007<br />
</strong></em></p>
<p><strong>Risorse:</strong><br />
<a href="http://www.ywyfilm.com/" target="_blank">Youth Without Youth - sito ufficiale</a> [EN]</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://kerowork.netsons.org/unaltra-giovinezza-regia-francis-ford-coppola/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>In questo mondo libero (regia: Ken Loach)</title>
		<link>http://kerowork.netsons.org/in-questo-mondo-libero-regia-ken-loach/</link>
		<comments>http://kerowork.netsons.org/in-questo-mondo-libero-regia-ken-loach/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 19 Oct 2007 09:31:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>blackbombay</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>

		<category><![CDATA[Drammatico]]></category>

		<category><![CDATA[Film]]></category>

		<category><![CDATA[Recensione]]></category>

		<category><![CDATA[Trailer]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://kerowork.netsons.org/cinema/in-questo-mondo-libero-regia-ken-loach/</guid>
		<description><![CDATA[Voto: 


Angie lavora per unÃ¢â‚¬â„¢agenzia di reclutamento che opera nei paesi dellÃ¢â‚¬â„¢Est. Tornata a casa viene licenziata e si ritrova a cominciare tutto da capo. Angie ÃƒÂ¨ anche una ragazza madre, suo figlio ha undici anni e vive la maggior parte del tempo con i nonni. Angie decide che non vuole obbedire piÃƒÂ¹ agli ordini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Voto: <img title="4/5" src="./wp-includes/images/star4.gif" alt="4/5" width="108" height="20" align="top" /></p>
<p><!--adsense#testo--></p>
<div><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="355" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="wmode" value="transparent" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/vXccm0KEr80&amp;rel=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="355" src="http://www.youtube.com/v/vXccm0KEr80&amp;rel=1" wmode="transparent"></embed></object></div>
<p>Angie lavora per unÃ¢â‚¬â„¢agenzia di reclutamento che opera nei paesi dellÃ¢â‚¬â„¢Est. Tornata a casa viene licenziata e si ritrova a cominciare tutto da capo. Angie ÃƒÂ¨ anche una ragazza madre, suo figlio ha undici anni e vive la maggior parte del tempo con i nonni. Angie decide che non vuole obbedire piÃƒÂ¹ agli ordini di nessuno, decide di mettersi in proprio.<br />
Apre, insieme allÃ¢â‚¬â„¢amica Rose, unÃ¢â‚¬â„¢agenzia tutta sua. Inizia a farsi pubblicitÃƒ , a stringere rapporti e a darsi da fare. Inizia, in un certo senso, a gestire capitale e uomini, soldi e risorse.<br />
<span id="more-104"></span><br />
<!--adsense--><br />
Ed in questo passaggio, in questo scatto, si rivela il dramma del funzionamento della nostra societÃƒ . Angie inizierÃƒ  a fregarsene dei diritti dei lavoratori per portare avanti i propri interessi. In questo modo il capitale irrompe in quella che era stata la solidarietÃƒ  proletaria dei decenni passati e finisce per mettere i lavoratori gli uni contro gli altri. PerchÃƒÂ© la stessa Angie ÃƒÂ¨ figlia di un operaio, non ha studiato, non viene certo da un ambiente borghese. PerÃƒÂ² le dinamiche del capitalismo e della sua degenerazione odierna (il lavoro precario) la portano a trasformarsi, a diventare come uno di quei padroni che lÃ¢â‚¬â„¢avevano licenziata.<br />
Come le rinfaccia il padre, Angie se ne frega della solidarietÃƒ  e dellÃ¢â‚¬â„¢aiuto reciproco tra lavoratori, una volta che lei ÃƒÂ¨ passata dallÃ¢â‚¬â„¢altra parte, tutto cambia, i suoi interessi divengono i soli ad avere importanza, non le richieste di quelli che lavorano, non i loro bisogni.<br />
La porzione di mondo rappresentata, quella britannica, quella del lavoro precario degli immigrati, diventa un quadro piÃƒÂ¹ ampio, che riguarda tutti coloro che fanno parte dellÃ¢â‚¬â„¢Europa odierna. Tutto il fiume di persone che sta arrivando dai paesi dellÃ¢â‚¬â„¢Est ÃƒÂ¨ una forza lavoro inarrestabile, un sogno ad occhi aperti per il capitalismo che si ritrova cosÃƒÂ¬ un continuo flusso di mano dÃ¢â‚¬â„¢opera da utilizzare e sfruttare come meglio crede.<br />
E allora lo sguardo di Loach si fa cupo, pessimista, disincantato. PerchÃƒÂ© si sono perduti concetti come quelli dellÃ¢â‚¬â„¢internazionalismo o dellÃ¢â‚¬â„¢identitÃƒ  operaia, in cui giÃƒ  il fatto di lavorare era un punto di incontro tra le persone di tutto il mondo, un modo per riconoscersi al di lÃƒ  delle proprie etnie e dei propri paesi di provenienza. E anche se Angie, ad un certo punto, decide di aiutare una famiglia di rifugiati politici, portandoseli a casa sua, dallÃ¢â‚¬â„¢altra parte non si farÃƒ  scrupoli a chiamare la polizia per far sgomberare un gruppo di immigrati clandestini da alcune roulotte per far spazio ai suoi operai. Il suo ÃƒÂ¨ un personaggio sgradevole, ambiguo, che rappresenta alla perfezione il crollo di ogni coscienza politica quanto morale. Ed in questo modo il vortice dello sfruttamento, se risucchia anche gli stessi lavoratori (mettendoli gli uni contro gli altri), non conoscerÃƒ  mai fine. PerchÃƒÂ© il capitalismo ÃƒÂ¨ sfruttamento, in ogni sua applicazione. Sfruttamento delle risorse ambientali, sfruttamento umano, riduzione delle persone al loro valore economico.<br />
Loach dirige in una maniera classica, senza far mai sentire la sua presenza, un occhio invisibile che documenta nascondendosi dietro gli eventi, lasciandoli poi esplodere. Il suo cinema militante si dimentica spesso e volentieri dello spettacolo e in questo caso anche di alcuni passaggi della sceneggiatura, ma tende tutto se stesso verso un obiettivo, verso la messinscena di unÃ¢â‚¬â„¢ideale, di una visione del mondo.<br />
PerchÃƒÂ© tra le briciole del nostro consumismo ci sono veramente nuovi proletari, per non dire schiavi, che lottano ogni giorno per un lavoro o una forma di sostentamento. E pensare che lo sfruttamento ÃƒÂ¨ tutto quello che si potranno aspettare la dice lunga sul valore della nostra libertÃƒ  e della nostra democrazia.</p>
<p><em><strong>Regia: Ken Loach<br />
Titolo originale: It&#8217;s a Free World&#8230;<br />
Interpreti: Kierston Wareing, Juliet Ellis, Leslaw Zurek, Colin Caughlin<br />
Durata: 96Ã¢â‚¬â„¢<br />
Origine: Gran Bretagna/Germania/Spagna/Italia, 2007</strong></em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://kerowork.netsons.org/in-questo-mondo-libero-regia-ken-loach/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Io non sono qui (regia: Todd Haynes)</title>
		<link>http://kerowork.netsons.org/io-non-sono-qui-regia-todd-haynes/</link>
		<comments>http://kerowork.netsons.org/io-non-sono-qui-regia-todd-haynes/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 23 Sep 2007 15:45:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>blackbombay</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>

		<category><![CDATA[Bob Dylan]]></category>

		<category><![CDATA[Drammatico]]></category>

		<category><![CDATA[Film]]></category>

		<category><![CDATA[Musica]]></category>

		<category><![CDATA[Recensione]]></category>

		<category><![CDATA[Rock]]></category>

		<category><![CDATA[Trailer]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://kerowork.netsons.org/music/io-non-sono-qui-regia-todd-haynes/</guid>
		<description><![CDATA[Voto: 


Le molte vite di Bob Dylan, reali quanto immaginarie. Volti diversi a rappresentare umori e idee, canzoni e proteste. Tanti Bob Dylan, uno per ogni attore che lo interpreta, per decostruire la vita del cantante e trasformarla in un quadro frammentato e astratto, dove ogni immagine puÃƒÂ² essere semplice veritÃƒÂ  o pura finzione, con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Voto: <img title="4/5" src="http://kerowork.netsons.org/wp-includes/images/star4.gif" alt="4/5" width="108" height="20" align="top" /></p>
<p><!--adsense#testo--></p>
<div><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="wmode" value="transparent" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/pMvypcSPqZc" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/pMvypcSPqZc" wmode="transparent"></embed></object></div>
<p>Le molte vite di <strong><em>Bob Dylan</em></strong>, reali quanto immaginarie. Volti diversi a rappresentare umori e idee, canzoni e proteste. Tanti Bob Dylan, uno per ogni attore che lo interpreta, per decostruire la vita del cantante e trasformarla in un quadro frammentato e astratto, dove ogni immagine puÃƒÂ² essere semplice veritÃƒÂ  o pura finzione, con rarissimi dati oggettivi, dove, come in unÃ¢â‚¬â„¢opera dÃ¢â‚¬â„¢arte, i principi creativi si confondono con la vita stessa, dando origine ad una espressione dellÃ¢â‚¬â„¢anima: un quadro, una canzone, una poesia, un film.<br />
<span id="more-103"></span><br />
<!--adsense--><br />
Io non sono qui ÃƒÂ¨ un titolo perfetto per lÃ¢â‚¬â„¢operazione svolta da <strong>Todd Haynes</strong>. Bob Dylan non ÃƒÂ¨ in questo film, non viene mai nominato dichiaratamente, di volta in volta si fa chiamare <em>Woody Guthrie</em> (il suo maestro), <em>Arthur Rimbaud</em>, <em>John</em>, <em>Jude</em>. Di volta in volta lo vediamo diverso, impossibile da catturare in una definizione o in un volto, di lui ci sono lampi dÃ¢â‚¬â„¢ispirazione, i magnifici testi delle sue canzoni, in alcuni casi la voce (molte delle canzoni poi  sono cantate dagli attori stessi).<br />
Bob Dylan non ÃƒÂ¨ in questo film ma il suo spirito aleggia, in maniera triste e crepuscolare, nel <em>Billy the Kid</em> interpretato da <em><strong>Richard Gere</strong></em>, in  maniera controversa e schizzata, timida e strafottente nella meravigliosa interpretazione di <em><strong>Cate Blanchett</strong></em>.<br />
Partendo dalle sue esperienze precedenti (si pensi a <em>Velvet Goldmine</em>) che giÃƒÂ  attraverso l&#8217;artificio narrativo della ricostruzione biografica miravano a trovare piÃƒÂ¹ veritÃƒÂ  su unÃ¢â‚¬â„¢epoca (quella del <em>glam rock</em>) di quanto una semplice ricostruzione storica potesse permettere, allo stesso modo, in Io non sono qui, Haynes si discosta ancora di piÃƒÂ¹ dallÃ¢â‚¬â„¢oggettivitÃƒÂ  dei dati biografici per lanciarsi in una personale visione dellÃ¢â‚¬â„¢artista Dylan (ma non dellÃ¢â‚¬â„¢uomo, ma cÃ¢â‚¬â„¢ÃƒÂ¨ poi differenza?) attraverso una scrittura filmica libera da ogni schema, con salti temporali vertiginosi, un montaggio discontinuo e  usato in chiave emotiva e poetica, riuscendo a comporre unÃ¢â‚¬â„¢opera unica e originale, a volte volutamente caotica e distaccata, che azzera qualsiasi possibile empatia visiva dello spettatore (che rimane senza agganci, senza punti fermi) e che allo stesso tempo, attraverso la superba colonna sonora, fa venire i brividi sulla pelle ogni volta che si sente una chitarra iniziare a suonare.<br />
Biografia immaginifica e concettuale, basata sul principio della rappresentazione della finzione come momento di veritÃƒÂ  suprema (giÃƒÂ  espresso in Velvet Goldmine) Io non sono qui ÃƒÂ¨ da vedere (per chi volesse farsi unÃ¢â‚¬â„¢idea Ã¢â‚¬Å“realeÃ¢â‚¬Â della carriera di Dylan) con <strong><strong>No Direction Home</strong></strong>, lo splendido documentario di <strong>Martin Scorsese</strong> sul menestrello del <em>rock</em>.</p>
<p><em><strong><br />
Titolo originale: IÃ¢â‚¬â„¢m Not There<br />
Interpreti: Marcus Carl Franklun, Cate Blanchett, Charlotte Gainsbourg, Christian Bale, Heath Ledger, Richard Gere, Julianne Moore, Bruce Greenwood, Michelle Williams<br />
Durata: 135Ã¢â‚¬â„¢<br />
Origine: Usa, 2007<br />
</strong></em><strong></strong></p>
<p><strong>Risorse:</strong><br />
<a href="http://www.bimfilm.com/iononsonoqui/home.htm" target="_blank">Sito ufficiale italiano</a><br />
<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bob_Dylan" target="_blank">Bob Dylan su Wikipedia</a><br />
<a href="http://www.bobdylan.com" target="_blank">Bob Dylan - sito ufficiale</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://kerowork.netsons.org/io-non-sono-qui-regia-todd-haynes/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>4 mesi 3 settimane 2 giorni (regia: Christian Mungiu)</title>
		<link>http://kerowork.netsons.org/4-mesi-3-settimane-2-giorni-regia-christian-mungiu/</link>
		<comments>http://kerowork.netsons.org/4-mesi-3-settimane-2-giorni-regia-christian-mungiu/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 13 Sep 2007 10:35:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>blackbombay</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>

		<category><![CDATA[Drammatico]]></category>

		<category><![CDATA[Film]]></category>

		<category><![CDATA[Recensione]]></category>

		<category><![CDATA[Trailer]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://kerowork.netsons.org/cinema/4-mesi-3-settimane-2-giorni-regia-christian-mungiu/</guid>
		<description><![CDATA[Voto: 


Romania. 1987.
Apre un piano-sequenza, macchina da presa fissa, due ragazze in una stanza che parlano. Un ambiente triste, dai colori morti, oggetti intrisi di povertÃƒ . La casa dello studente. Le due ragazze parlano di soldi, dei loro studi. Gabita prepara una valigia. Otilia prende i soldi ed esce dalla stanza. Christian Mungiu, il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Voto: <img title="4/5" src="http://kerowork.netsons.org/wp-includes/images/star4.gif" alt="4/5" width="108" height="20" align="top" /></p>
<p><!--adsense#testo--></p>
<div><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="wmode" value="transparent" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/DV7dOeMdrdI" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/DV7dOeMdrdI" wmode="transparent"></embed></object></div>
<p>Romania. 1987.<br />
Apre un piano-sequenza, macchina da presa fissa, due ragazze in una stanza che parlano. Un ambiente triste, dai colori morti, oggetti intrisi di povertÃƒ . La casa dello studente. Le due ragazze parlano di soldi, dei loro studi. Gabita prepara una valigia. Otilia prende i soldi ed esce dalla stanza. Christian Mungiu, il regista, la segue da dietro, poi si ferma, la macchina da presa si ferma, Otilia continua a a camminare, si allontana, prende un tram. <span id="more-98"></span><br />
<!--adsense--><br />
Queste le scelte stilistiche. Alternanza di piani-sequenza e pedinamento. PovertÃƒ  di mezzi e massima capacitÃƒ  espressiva.<br />
Ci vuole poco, come ne <em>Le vite degli altri</em>, a farsi unÃ¢â‚¬â„¢idea dello squallore dei luoghi dove il comunismo degenerÃƒÂ² in dittatura. Il mercato nero, il controllo della polizia, la perenne paura di essere fermati o arrestati.<br />
Romania. 1987.<br />
LÃ¢â‚¬â„¢aborto ÃƒÂ¨ illegale. Le due ragazze, i loro discorsi, i loro movimenti. Tutto serve per preparare questa azione. Affittare una stanza, contattare un uomo capace di praticarlo, subire lÃ¢â‚¬â„¢atto.<br />
Christian Mungiu sospende qualsiasi giudizio morale sullÃ¢â‚¬â„¢aborto, lo mostra. Intrappola le due ragazze in una stanza nella quale ÃƒÂ¨ difficile rimanere come spettatori, in un sistema di cose disumano e glaciale. Dove ÃƒÂ¨ appunto la freddezza con la quale si parla di certe cose, che congela scelte e parole, a fare davvero male. Il modo in cui lÃ¢â‚¬â„¢umanitÃƒ  si riduce a semplici interessi, economici quanto sessuali.<br />
Il regista dilata i tempi, come il primo Antonioni rimane nella sequenza anche dopo che lÃ¢â‚¬â„¢azione ÃƒÂ¨ finita, come nella vita reale mostra il vuoto che cÃ¢â‚¬â„¢ÃƒÂ¨ quando le cose terminano e le persone invece continuano a vivere. E quindi il silenzio o lÃ¢â‚¬â„¢imbarazzo, lÃ¢â‚¬â„¢angoscia o la paura.<br />
In un intermezzo necessario per lÃ¢â‚¬â„¢equilibrio interno del film, Otilia va a casa del suo ragazzo, dove si festeggia la festa della madre. In un piano-sequenza meraviglioso eppure semplicissimo, la macchina da presa appoggiata su un tavolo e nel quadro Otilia, il ragazzo, i genitori del ragazzo e alcuni loro amici. Di nuovo quella sensazione di gelo, di gabbia, di isolamento. I due ragazzi in silenzio, sommersi dalle chiacchiere degli adulti, forse in imbarazzo, sicuramente con la voglia di essere altrove.<br />
LÃ¢â‚¬â„¢inquadratura come una prigione, che rinchiude i due personaggi femminili nei loro drammi. Come quando Otilia (la vera protagonista del film) si deve sbarazzare del feto dellÃ¢â‚¬â„¢amica. La macchina da presa incollata alle sue spalle, che pulsa e ansima come il suo cuore, nel buio delle strade, tra rumori di macchine della polizia (lÃ¢â‚¬â„¢aborto era punito con la prigione) e la ricerca di un luogo dove scaricare il feto. Ansia da thriller, dove speri che il protagonista riesca a farcela, dove hai sempre paura che qualcosa possa andare male.<br />
Poi le due ragazze sedute ad un tavolo. Gabita chiede allÃ¢â‚¬â„¢amica se ha seppellito il feto. Otilia non risponde, le dice di promettere che non avrebbero piÃƒÂ¹ parlato di quanto era successo. Poi solo silenzio e loro immobili. E la macchina da presa che continua a girare. E quel vuoto, quellÃ¢â‚¬â„¢assenza di parole, quella sottile paura scavano ancora dentro, facendo sentire il freddo, facendo stare male, sottolineando lÃ¢â‚¬â„¢orrore di una societÃƒ  degradata e degenerata fino alla perdita di qualsiasi umanitÃƒ .<br />
4 mesi, 3 settimane, 2 giorni ÃƒÂ¨ un film devastante. Che fa stare male. E proprio per questo coraggioso e unico come pochi.</p>
<p><em><strong><br />
Titolo originale: 4 luni, 3 saptamini si 2 zile<br />
Interpreti: Anamaria Marinca, Laura Vasiliu, Vlad Ivanov, Alex Potocean<br />
Durata: 113Ã¢â‚¬â„¢<br />
Origine: Romania, 2007</strong></em></p>
<p><strong>Risorse:</strong><br />
<a href="http://www.luckyred.it/4mesi3settimane2giorni/" target="_blank">Sito italiano del film</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://kerowork.netsons.org/4-mesi-3-settimane-2-giorni-regia-christian-mungiu/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Richard Hawley - Lady&#8217;s Bridge (Mute Records)</title>
		<link>http://kerowork.netsons.org/richard-hawley-ladys-bridge-mute-records/</link>
		<comments>http://kerowork.netsons.org/richard-hawley-ladys-bridge-mute-records/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 13 Sep 2007 10:16:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>being_gianmarcovich</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Musica]]></category>

		<category><![CDATA[Alternative pop]]></category>

		<category><![CDATA[Recensione]]></category>

		<category><![CDATA[Richard Hawley]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://kerowork.netsons.org/music/richard-hawley-ladys-bridge-mute-records/</guid>
		<description><![CDATA[
The crooner of the north
Voto: 

A due anni di distanza dal fortunatissimo capolavoro musicale Coles Corner, Il Crooner del Nord del Regno Unito torna con il suo quinto album e cÃ¢â‚¬â„¢ÃƒÂ¨ chi dice che sarÃƒ  il miglior lavoro discografico del 2007. Artista senza tempo, dotato di una voce profonda, calda, malinconica, incisiva ed unica, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--adsense#amazoncontext--></p>
<h3>The crooner of the north</h3>
<p>Voto: <img src="http://kerowork.netsons.org/wp-includes/images/star45.gif" title="4.5/5" alt="4.5/5" align="top" height="20" width="108" /></p>
<div align="center"><img src='http://kerowork.netsons.org/wp-content/rhawley_ladysbridge.jpg' alt='Richard Hawley Ladys Bridge' /></div>
<p>A due anni di distanza dal fortunatissimo capolavoro musicale <em><strong>Coles Corner</strong></em>, Il Crooner del Nord del Regno Unito torna con il suo quinto album e cÃ¢â‚¬â„¢ÃƒÂ¨ chi dice che sarÃƒ  il miglior lavoro discografico del 2007. Artista senza tempo, dotato di una voce profonda, calda, malinconica, incisiva ed unica, nato artisticamente negli anni 90, divenne popolare con i <em><strong>Longpigs</strong></em>, che dopo un estenuante tour mondiale decisero di sciogliersi. Nel Ã¢â‚¬Ëœ97  lÃ¢â‚¬â„¢amico <em>Jarvis Cocker</em>, frontman dei <em><strong>Pulp</strong></em>,  gli chiese di suonare con loro. Hawley disse del gruppo: &#8220;Mi hanno salvato la vita stavo andando fuori di testa con le droghe e l&#8217;alcol&#8221;. <span id="more-100"></span><br />
<!--adsense--><br />
Il successivo tour mondiale per l&#8217;album &#8220;<em>This Is Hardcore</em>&#8221; dei Pulp lo ridusse allo stremo, sia psicologicamente che fisicamente, e Hawley si ritirÃƒÂ² a vita privata.<br />
Nel 2001 fu sempre Jarvis Cocker a tirarlo fuori dai guai. Dopo aver ascoltato un suo demo lo convinse a tornare in studio per lavorare al suo primo album da solista. Il successo della critica arrivÃƒÂ² subito, mentre per ottenere quello del pubblico dovette aspettare il 2003 con lÃ¢â‚¬â„¢album <strong><em>Lowedges</em></strong>, nominato Ã¢â‚¬Å“il piÃƒÂ¹ grande albumÃ¢â‚¬Â dellÃ¢â‚¬â„¢ anno dalla prestigiosa rivista NME.<br />
Nel 2005 pubblicÃƒÂ² Coles Corner, ricevendo una nomination per il <strong>Mercury Prize</strong>, vinto perÃƒÂ² dagli <em>Arctic Monkeys</em> con lÃ¢â‚¬â„¢album di debutto Ã¢â‚¬Å“<em>Whatever People Say I Am, That&#8217;s What I&#8217;m Not</em>Ã¢â‚¬Â.  <em><strong>Lady&#8217;s Bridge</strong></em>, il suo quinto lavoro, ÃƒÂ¨ un disco affascinante e di gran classe, con una buona melodia e testi romantici che vanno dritti al cuore. Ã¢â‚¬Å“<em>Valentine</em>Ã¢â‚¬Â ÃƒÂ¨ lÃ¢â‚¬â„¢apridisco con violini e violoncelli a profusione, schegge di romanticismo classico, per poi passare alle divertenti rockabilly Ã¢â‚¬Å“<em>Serious</em>Ã¢â‚¬Â e Ã¢â‚¬Å“<em>I&#8217;m looking for someone to find me</em>Ã¢â‚¬Â , la ballata Country Ã¢â‚¬Å“<em>Dark Road</em>Ã¢â‚¬Â, ed il primo singolo estratto, la gioiosa  Ã¢â‚¬Å“<em>Tonight the streets are ours</em>Ã¢â‚¬Â.<br />
Solo 11 tracce (venne interrotto per lÃ¢â‚¬â„¢improvvisa morte del padre), per un album pieno di sfumature anni cinquanta e sessanta che riportano a grandi artisti come <em>Johnny Cash, Leonard Cohen, Roy Orbison e Frank Sinatra</em>.<br />
Consigliato caldamente ai nostalgici dei jukebox</p>
<p><!--adsense#testo--><br />
<strong>Tracklist:</strong></p>
<p>1. &#8220;Valentine&#8221;<br />
2. &#8220;Roll River Roll&#8221;<br />
3. &#8220;Serious&#8221;<br />
4. &#8220;Tonight The Streets Are Ours&#8221;<br />
5. &#8220;Lady Solitude&#8221;<br />
6. &#8220;Dark Road&#8221;<br />
7. &#8220;The Sea Calls&#8221;<br />
8. &#8220;Lady&#8217;s Bridge&#8221;<br />
9. &#8220;I&#8217;m Looking For Someone To Find Me&#8221;<br />
10. &#8220;Our Darkness&#8221;<br />
11. &#8220;The Sun Refused To Shine&#8221;</p>
<p><strong>Risorse:</strong><br />
[1] <a href="http://www.richardhawley.co.uk/" target="_blank">Richard Hawley official site</a><br />
[2] <a href="http://www.myspace.com/richardhawley" target="_blank">Richard Hawley su Myspace</a><br />
[3] <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Richard_Hawley" target="_blank">Richard Hawley su Wikipedia</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://kerowork.netsons.org/richard-hawley-ladys-bridge-mute-records/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Nextech Festival 2007 + video</title>
		<link>http://kerowork.netsons.org/nextech-festival-2007-video/</link>
		<comments>http://kerowork.netsons.org/nextech-festival-2007-video/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 09 Sep 2007 15:04:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>kero</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Musica]]></category>

		<category><![CDATA[Electro]]></category>

		<category><![CDATA[Festival]]></category>

		<category><![CDATA[Indie]]></category>

		<category><![CDATA[Live]]></category>

		<category><![CDATA[News]]></category>

		<category><![CDATA[Videoclip]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://kerowork.netsons.org/music/nextech-festival-2007-video/</guid>
		<description><![CDATA[Firenze, dal 20 al 22 settembre 2007

La seconda edizione del Nextech Festival si svolgerÃƒÂ  a Firenze presso la Stazione Leopolda, spazio unico nel suo genere in Italia per eventi e manifestazioni legate alla cultura e alla creativitÃƒÂ .
Nextech Festival, dedicato alle arti elettroniche e visive della scena internazionale, ÃƒÂ¨ realizzato da Musicus Concentus, Intooitiv, Tenax e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Firenze, dal 20 al 22 settembre 2007</h3>
<div align="center"><img src='http://kerowork.netsons.org/wp-content/nextech.jpg' alt='Nextech Festival Firenze 2007 20 21 22 settembre stazione leopolda' /></div>
<p>La seconda edizione del Nextech Festival si svolgerÃƒÂ  a Firenze presso la <strong>Stazione Leopolda</strong>, spazio unico nel suo genere in Italia per eventi e manifestazioni legate alla cultura e alla creativitÃƒÂ .<br />
Nextech Festival, dedicato alle arti elettroniche e visive della scena internazionale, ÃƒÂ¨ realizzato da <em>Musicus Concentus, Intooitiv, Tenax e Stazione Leopolda Srl</em>, con il contributo dellÃ¢â‚¬â„¢Assessorato alla Cultura del Comune di Firenze, nellÃ¢â‚¬â„¢ambito di FI.ESTA Ã¢â‚¬â„¢07.<br />
La prima edizione di Nextech Festival ÃƒÂ¨ stata segnata da una straordinaria partecipazione di pubblico, novemila spettatori per tre giorni. Il programma della seconda edizione di Nextech Festival prevede un appuntamento di intense attivitÃƒÂ , ricco di anteprime e novitÃƒÂ  per lÃ¢â‚¬â„¢Italia, che accompagnerÃƒÂ  i partecipanti dallÃ¢â‚¬â„¢ora dellÃ¢â‚¬â„¢aperitivo a notte inoltrata.<br />
<span id="more-95"></span><br />
Le proposte di Nextech Festival coniugheranno diverse accentazioni della <strong>musica elettronica</strong>, le sue implicazioni con il <strong>rock</strong> e con la <strong>black music</strong>, le nuovissime tendenze del <strong>nightclubbing</strong>, cosÃƒÂ¬ come i nuovi linguaggi della <strong>ricerca sonora</strong>. Il programma sarÃƒÂ  diviso tra gli Aperitivi Sonori pomeridiani, ad ingresso gratuito, e le attivitÃƒÂ  della sera e della notte, a pagamento.</p>
<p>Nextech Festival sarÃƒÂ  inaugurato da due presenze toscane, il gruppo <em><strong>Cayorosso</strong></em>, che combina rock ed elettronica, punk, dub, ed il giovane <em><strong>Biga</strong></em>, giÃƒÂ  apprezzato come membro di <em>Ether</em>. Nella serata le prime presenze internazionali: <em>Kieran Hebden</em>, giÃƒÂ  noto per il suo progetto <strong><em>Fourtet</em></strong>, che sarÃƒÂ  sul palco della Stazione Leopolda con il batterista <strong><em>Steve Reid</em></strong>, una leggenda della black music che ha esordito con <em>Martha &#038; The Vandellas</em> per proseguire con <em>James Brown, Miles Davis e Chaka Khan</em>. SeguirÃƒÂ  lÃ¢â‚¬â„¢italiano <em><strong>Rodion</strong></em>, che bilancia i ritmi dÃ¢â‚¬â„¢oggi con i suoni del cinema horror e la cosmic music degli anni Ã¢â‚¬â„¢70, per approdare alla Francia, con i nuovissimi <em><strong>Teenage Bad Girl</strong></em>, un esordio di spicco del 2007, e il celebrato <strong><em>Mr.Oizo</em></strong>, al secolo Quentin Dupieux, autore del brano Ã¢â‚¬Å“Flat BeatÃ¢â‚¬Â e creatore del pupazzo Flat Eric scelti per uno spot pubblicitario di una nota marca di jeans, divenuto unÃ¢â‚¬â„¢icona del dancefloor, con tre milioni di copie vendute.<br />
<!--adsense--><br />
Dalla seconda giornata lo spazio dellÃ¢â‚¬â„¢Aperitivo Sonoro di Nextech Festival sarÃƒÂ  a cura dellÃ¢â‚¬â„¢etichetta discografica <em>Homework Records</em>, marchio bolognese che si ÃƒÂ¨ imposto allÃ¢â‚¬â„¢attenzione con una proposta variegata, tra musica e video per una ricerca particolarmente appassionante. Il programma della sera presenterÃƒÂ  unÃ¢â‚¬â„¢importante anteprima italiana, la band inglese <em><strong>Stateless</strong></em>, uno degli esordi piÃƒÂ¹ significativi dellÃ¢â‚¬â„¢anno, pubblicato dalla prestigiosa etichetta tedesca K7, che propone una sintesi tra sonoritÃƒÂ  elettroniche e rock, in una serie di brani palpitanti in cui la stampa specializzata ha riconosciuto tracce di <em>Dj Shadow, Bjork e Radiohead</em>. Dalle canzoni di Stateless si passerÃƒÂ  al funk ed ai groove ipnotici e screziati di venature Ã¢â‚¬Å“latinÃ¢â‚¬Â di <em><strong>Chic Miniature</strong></em>, il duo costituito da <em>Ernesto Ferreyra e Guillaune Couto Dumont</em>, per arrivare a <strong><em>Moodymann</em></strong>, uno degli artisti di punta della scena di Detroit, animatore di un suono dove le radici della black music convivono con i ritmi dellÃ¢â‚¬â„¢attualitÃƒÂ . In chiusura sarÃƒÂ  sul palco lÃ¢â‚¬â„¢argentino <em>Barem</em>, un protagonista della scena <strong>minimal techno</strong>,<br />
SonoritÃƒÂ  e beat trascinanti anche per il sabato di Nextech Festival; in apertura di serata saranno di scena i <em><strong>My My</strong></em>, collettivo tra i piÃƒÂ¹ apprezzati di base a Berlino, seguiti dagli statunitensi <em><strong>Ryan Crosson</strong></em> aka <em>Berg Nixon</em> e <em><strong>Someone Else</strong></em>. Il tratto comune dei due ÃƒÂ¨ la ricerca di sonoritÃƒÂ  inedite e particolari, Crosson rappresenta la vitalitÃƒÂ  ed il rinnovamento della scena di Detroit, Someone Else ÃƒÂ¨ tra i performer piÃƒÂ¹ apprezzati, tra sonoritÃƒÂ  techno ed electro pop, votato come uno dei migliori Ã¢â‚¬Å“live actÃ¢â‚¬Â 2006 dalla rivista Groove Magazine. Ancora ritmi senza sosta per il finale del festival con un omaggio ai suoni di Amburgo, con uno dei personaggi piÃƒÂ¹ interessanti e poliedrici, <strong><em>Dj Koze</em></strong>.</p>
<p>Quello che segue ÃƒÂ¨ un servizio di intoscana.it realizzato nel corso di Nextech Festival 2006:</p>
<p><!--adsense#testo--></p>
<div align="center"><object width="425" height="350"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/71lJ6169nmw"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/71lJ6169nmw" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="350"></embed></object></div>
<p><strong>Risorse:</strong><br />
[1] <a href="http://www.nextechfestival.com" target="_blank">nextechfestival.com</a><br />
[2] <a href="http://www.myspace.com/nextechfestival" target="_blank">Nextech Festival su Myspace</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://kerowork.netsons.org/nextech-festival-2007-video/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Sicko (regia: Michael Moore)</title>
		<link>http://kerowork.netsons.org/sicko-regia-michael-moore/</link>
		<comments>http://kerowork.netsons.org/sicko-regia-michael-moore/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 06 Sep 2007 13:56:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>blackbombay</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>

		<category><![CDATA[Commedia]]></category>

		<category><![CDATA[Documentario]]></category>

		<category><![CDATA[Film]]></category>

		<category><![CDATA[Recensione]]></category>

		<category><![CDATA[Trailer]]></category>

		<category><![CDATA[Videoclip]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://kerowork.netsons.org/cinema/sicko-regia-michael-moore/</guid>
		<description><![CDATA[Voto: 

Vedere quella barca che da Miami parte verso Cuba (anzi verso Guantanamo) con tanto di bandiera americana sventolante, e i contorni inconfondibili di Michael Moore, ÃƒÂ¨ unÃ¢â‚¬â„¢immagine che colpisce il cuore. Vedere questo uomo, goffo e pesante, fare domande e ottenere risposte, vederlo immergersi nella densitÃƒ  delle cose, degli avvenimenti, dei fatti, vederlo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Voto: <img title="4/5" src="http://kerowork.netsons.org/wp-includes/images/star4.gif" alt="4/5" width="108" height="20" align="top" /></p>
<div><!--adsense#testo--><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="wmode" value="transparent" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Qa0tfvoyEx0" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/Qa0tfvoyEx0" wmode="transparent"></embed></object></div>
<p>Vedere quella barca che da Miami parte verso Cuba (anzi verso Guantanamo) con tanto di bandiera americana sventolante, e i contorni inconfondibili di Michael Moore, ÃƒÂ¨ unÃ¢â‚¬â„¢immagine che colpisce il cuore. Vedere questo uomo, goffo e pesante, fare domande e ottenere risposte, vederlo immergersi nella densitÃƒ  delle cose, degli avvenimenti, dei fatti, vederlo scavare nelle ipocrisie della propria societÃƒ  ÃƒÂ¨ prima di tutto unÃ¢â‚¬â„¢esperienza emotiva, umana, poi una presa di coscienza.<br />
Ma sono sempre le sensazioni quelle che si muovono in profonditÃƒ .<br />
Michael Moore ti porta a riflettere sulle cose o a indignarti passando principalmente per il tuo cuore. Facendoti ridere o piangere, facendoti sentire partecipe di una umanitÃƒ  che non conosce confini, toccando le corde giuste della nostra sensibilitÃƒ .<br />
<span id="more-97"></span><br />
<!--adsense--><br />
La sua macchina da presa, sempre incollata a chi parla, sempre pronta a seguirlo nelle sue folli idee, ÃƒÂ¨ ancora uno strumento di militanza civile piÃƒÂ¹ che politica come ÃƒÂ¨ nella tradizione delle lotte per i diritti umani degli Stati Uniti. Questa volta il regista mostra il vero volto della sanitÃƒ  americana, completamente in mano a societÃƒ  assicurative private. Ne mostra le perverse logiche capitalistiche e commerciali, dove il malato diventa merce e quindi solo un elemento di un sistema che deve portare soldi alle societÃƒ  assicurative. Non si pensa alla salute, si pensa a quanto il rapporto tra spese mediche e entrate (i prezzi delle varie assicurazioni) possa essere favorevole per queste societÃƒ . Michael Moore va anche in Canada, in Francia e infine a Cuba, mondi paradisiaci per i malati americani dove lÃ¢â‚¬â„¢utopia di cure gratuite diventa una concreta realtÃƒ .<br />
Michael Moore ha la grande abilitÃƒ  di non essere mai pedante o violento nelle sue denunce, i suoi film, al di lÃƒ  della assurde veritÃƒ  che mostrano, fanno, in alcuni momenti, ridere fino alle lacrime. Situazioni talmente paradossali, montate con intelligenza e attraverso molte idee espressive e visive, che sembrano uscire da film comici o demenziali. Solo quando ci si ferma a riflettere, dopo, usciti dalla sala, ci si accorge della drammaticitÃƒ  di quanto si ÃƒÂ¨ visto, e allora la mente, il cervello, iniziano a ricollegare, a metabolizzare le immagini e le parole, e cresce lÃ¢â‚¬â„¢indignazione e ti coinvolge lo stesso desiderio di cambiamento, di novitÃƒ . La stessa voglia di resistenza a questo stato delle cose.<br />
Michael Moore porta speranza. Parla prima di tutto agli americani ma anche al mondo intero. E dietro questa figura apparentemente inoffensiva si cela un regista che ancora usa il cinema come strumento di denuncia e che trova nella forma del documentario un mezzo adeguato per le sue inchieste e le sue storie. La sua macchina da presa non si abbassa davanti a nulla, non conosce il fuori campo, ÃƒÂ¨ un occhio sempre presente, davanti al dolore come alla gioia. Il suo occhio ÃƒÂ¨ testimonianza. Scelta condivisibile o meno, la realtÃƒ  mostrata da Michael Moore ÃƒÂ¨ funzionale alla sua tesi. Una denuncia civile dove il disprezzo per la societÃƒ  americana non cade mai in quello per la razza umana, segno dellÃ¢â‚¬â„¢amore del regista per la sua nazione e del suo odio per chi la governa.</p>
<p><em><strong>Regia: Michael Moore<br />
Durata: 120&#8242;<br />
Produzione: USA, 2007</strong></em></p>
<p><strong>Risorse:</strong><br />
<a href="http://www.sicko-themovie.com/" target="_blank">Sicko - sito ufficiale</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://kerowork.netsons.org/sicko-regia-michael-moore/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>PopKomm + video</title>
		<link>http://kerowork.netsons.org/popkomm-video/</link>
		<comments>http://kerowork.netsons.org/popkomm-video/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 04 Sep 2007 10:40:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>kero</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Musica]]></category>

		<category><![CDATA[Festival]]></category>

		<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>

		<category><![CDATA[Live]]></category>

		<category><![CDATA[News]]></category>

		<category><![CDATA[Videoclip]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://kerowork.netsons.org/music/popkomm-video/</guid>
		<description><![CDATA[Dal 19  al 21 settembre 2007 si svolgerÃƒÂ  a Berlino una delle fiere europee piÃƒÂ¹ importanti per l&#8217;industria musicale e dell&#8217;entertainment.

Con una conferenza internazione di alto livello e un festival che si svolge in oltre 30 club berlinesi, Popkomm offre una piattaforma ottimale per il settore live ed ÃƒÂ¨ essenziale per gli esperti che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dal 19  al 21 settembre 2007 si svolgerÃƒÂ  a <em>Berlino</em> una delle fiere europee piÃƒÂ¹ importanti per l&#8217;industria musicale e dell&#8217;entertainment.</p>
<div align="center"><img src='http://kerowork.netsons.org/wp-content/popkomm.gif' alt='Popkomm Berlino 2007 music conference' /></div>
<p>Con una conferenza internazione di alto livello e un festival che si svolge in oltre 30 club berlinesi, <strong>Popkomm</strong> offre una piattaforma ottimale per il settore live ed ÃƒÂ¨ essenziale per gli esperti che vogliono determinare il futuro del music business.<br />
Alla fiera parteciperanno oltre 800 espositori da 55 paesi e il numero ÃƒÂ¨ sempre in aumento, specie dagli USA, Australia e Sud America.<br />
Popkomm Conference sarÃƒÂ  il luogo in cui i rappresentanti piÃƒÂ¹ autorevoli dell&#8217;industria della musica e dell&#8217;entertainment parleranno dei recenti sviluppi internazionali.<br />
Ecco un <strong>video</strong> tratto da Popkomm 2006: <span id="more-92"></span><br />
<!--adsense#testo--></p>
<div align="center"><object width="425" height="350"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/8rg3n2VMv8I"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/8rg3n2VMv8I" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="350"></embed></object></div>
<p><strong>Info utili:</strong><br />
Popkomm<br />
19 - 21 Settembre 2007<br />
Prezzi:<br />
3 day ticket : 285 euro<br />
al botteghino:<br />
walk up ticket (3 days): 350 euro<br />
ticket giornaliero: 160 euro</p>
<p><strong>Risorse:</strong><br />
<a href="www.popkomm.com" target="_blank">popkomm.com</a><br />
<!--adsense--></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://kerowork.netsons.org/popkomm-video/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
	</channel>
</rss>
